A Baghdad, manifesti esortano i cristiani a portare il velo “come la Vergine Maria”

Domenica 13 dicembre, a Baghdad in Iraq, gli abitanti hanno scoperto manifesti raffiguranti la Vergine Maria, intonacati sulle loro case. Possiamo leggere un messaggio che invita le donne cristiane a indossare il velo. "Come la Vergine Maria"

LSi dice che i manifesti in questione siano prodotti da milizie sciite. Erano incollati sulle case delle famiglie cristiane ma anche sui muri di chiese e monasteri. L'operazione è avvenuta in diversi distretti di Baghdad come Zayouna, Ghadir e Karrada, dove la popolazione è prevalentemente sciita.

Sulla locandina si legge il seguente messaggio:

"Fermati e pensa. A tutte le nostre rispettabilissime sorelle cristiane, la Vergine Maria è stata velata perché ha seguito la legge del profeta, e perché questa legge proviene da un'unica fonte divina. Solo Satana non lo accetta. Devi imitare la Vergine Maria. Allora perché non indossi il velo?"

Le reazioni sono molto forti tra la popolazione cristiana che si sente minacciata da questa campagna pubblicitaria pirata: "E' molto preoccupante per i cristiani vedersi minacciati in questo modo nella loro libertà di vestire ma anche per tutta la società irachena", spiega monsignor Sako.

“Ogni giorno inventano una nuova misura. Non ci fanno respirare, anche gli sciiti vogliono creare uno Stato islamico liberato dalle sue minoranze in Iraq”.

Hana Salioh, una donna irachena spiega i suoi sentimenti:

"Quando mettono una tale immagine sulla porta di casa tua e su quella della tua chiesa, i miliziani vogliono significare che il tuo posto non è tra loro".

Faraj Benoit Camurat, presidente della Fraternità in Iraq, è allarmato:

“Il governo iracheno deve agire per proteggere le sue minoranze. I cristiani sono traumatizzati da Daesh, e non è lasciando che tali messaggi si diffondano che si sentiranno protetti e accettati”.

Non è infatti la prima volta che i cristiani vengono minacciati in Iraq: lo scorso giugno, oltre 3.000mila cristiani hanno dovuto lasciare le proprie case a Mosul dopo la presa della città da parte dei jihadisti di Daesh.

Elodie Crepin

Fonte: Le Figaro , Attraversare

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